Ritrovato in Puglia il primo Homo Sapiens d’Europa

02Nov

Ritrovato in Puglia il primo Homo Sapiens d’Europa

Sono state scoperte in Puglia le più antiche testimonianze dell’Homo sapiens conosciute.

Dopo il ritrovamento quest’anno del dente di bambino risalente a più di 600 mila anni fa (il più antico reperto umano trovato in Italia) nel giacimento paleolitico di Isernia, in Molise, sono state scoperte in Puglia le più antiche testimonianze dell’Homo Sapiens in Europa.

Il merito va a un team di ricercatori, guidato da Stefano Benazzi del Dipartimento di Antropologia dell’Università di Vienna, che ha riesaminato due molari scoperti negli anni Sessanta nella Grotta del Cavallo: una cavità carsica che si affaccia sulla Baia di Uluzzo, in Puglia.
Lo studio è stato effettuato con una tecnica di microtomografia computerizzata. Il risultato non ha dato dubbi: i reperti umani appartengono all’ Homo sapiens e non sono quindi neanderthaliani, come si era sempre pensato in precedenza.
I risultati hanno svelato che i due denti risalgono a 45 mila anni fa e che rappresentano quindi i più antichi resti di Homo sapiens in Europa.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature. Lo studio ha coinvolto 13 università e istituzioni europee.

Nella Grotta del Cavallo sono stati rinvenuti anche alcuni manufatti di tipo “uluzziano”. Quella uluzziana è una cultura primitiva, definita “complesso di transizione”, che si riferisce a circa 40 mila anni fa. Esattamente il passaggio dal Paleolitico Medio al Paleolitico Superiore.
Proprio in questo periodo scomparvero in Europa gli uomini di Neanderthal e cominciò la sua avventura l’Homo sapiens. La ricerca effettuata sui denti primitivi attribuisce la cultura uluzziana della Grotta del Cavallo, all’Homo Sapiens e non ai Neanderthal.
I ritrovamenti (strumenti in osso, oggetti ornamentali e decorativi), sono le prime tracce europee dell’ uomo moderno.

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