Ritrovate la casa natale di Augusto e delle capanne della tarda età del ferro

28Ott

Ritrovate la casa natale di Augusto e delle capanne della tarda età del ferro

Da un Articolo del “Mattino” del 28 ottobre 2011

ROMA – Gli scavi sul Palatino nord-orientale diretti da Clementina Panella, docente del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza, hanno portato tra le altre cose alla luce l’abitazione in cui si ritiene sia nato nel 63 a.C.l’imperatore Augusto.

«Abbiamo rinvenuto una domus aristocratica dove Augusto potrebbe essere nato – racconta Panella – ma tra le scoperte più straordinarie di questa campagna ci sono i resti delle capanne della tarda età del ferro».

L’annuale campagna di scavi ripresa il 29 agosto scorso (era iniziata nel 2007) si è chiusa oggi: vi hanno partecipato 120 laureandi della Facoltà di Archeologia. Il rettore della Sapienza, Luigi Frati, ha visitato l’intera nuova area del Palatino venuta alla luce:

«Nonostante la crisi e i tagli – ha detto- continueremo ad investire nella ricerca. Non c’è futuro senza un passato».

Tremila anni di storia racchiusi in 4.000 mq sul colle più famoso di Roma.

L’attività ha riguardato tutta la pendice del Palatino, dalla piazza del Colosseo all’Arco di Tito.«Riprenderemo a scavare a luglio e poi – spiega l’archeologa – ci prenderemo una pausa di due anni per scrivere ed approfondire gli studi su quanto abbiamo trovato in questa area così estesa».

«Qui abbiamo scoperto resti di capanne della tarda età del ferro che ci consentono di estendere l’abitato del Palatino anche a questo tratto della pendice. Il segno dell’incendio neroniano del 65 d.C. sui pavimenti della fase giulio-claudia delle Curie Veteres di romulea memoria, un raro tappeto di età repubblicana e altri ambienti della domus dove Augusto potrebbe essere nato nel 63 a.C. Ma soprattutto sono la diversità dei paesaggi, dall’età protostorica all’età moderna, che consentono di cogliere quel continuum tra passato e presente che nessun luogo al mondo ha»

Nell’area emerge una grande abside. Doveva essere «un grande luogo di letizie, un impianto termale con giardini e fontane, vialetti e aiuole – spiega Lucia Sanguì, assistente di Clementina Panella e ricercatrice della Sapienza – La casa di Augusto è solo una delle tappe di questo sito archeologico che invece arriva fino al Medioevo. Ad ovest dello scavo abbiamo trovato un isolato distrutto dall’incendio di Nerone che non si conosceva finora, sono emersi alcuni muri ma per capire meglio dobbiamo ancora scavare».
Dal 2007 lo scavo viene finanziato in varie trance, ogni anno 30.000 euro dalla Sapienza e 30/35.000 euro dalla Banca Nazionale delle Comunicazioni, in totale circa 65.000 euro l’anno. I lavori hanno inoltre richiamato a fini didattici e di ricerca 120 studenti e allievi, non solo della Sapienza, ma anche di altre università italiane e straniere.

«A Est dello scavo – continua la ricercatrice – è stato trovato un mosaico che risale al 63 a.C. in rapporto con un santuario antichissimo. Era la casa di Ottaviano, padre di Augusto. Quindi la casa natale di Augusto . Nel 64 poi, con l’incendio di Nerone tutto viene distrutto».

Nella vasta ampia area, antistante la piazza del Colosseo, la presenza di pozzi profondi pieni di materiale votivo dimostrano la presenza di una sede di culto. Appartiene probabilmente alla Collina Velia, ed era con molta probabilità dedicata a divinità legate agli inferi o alla fortuna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *