I “Cacciatori di teste” di Aquinum

13Nov

I “Cacciatori di teste” di Aquinum

Una giovane archeologa comasca nel team al lavoro nell'area degli scavi dell'antica città romana.

Nel sito archeologico della città romana di Aquinum, in provincia di Frosinone, è stata scoperta una testa del fondatore di Novum Comum, l'antica città di Como: Caio Giulio Cesare.
Nella squadra di archeologi al lavoro c'era anche la comasca Irene Cinti.

 

"Vedere quella testa apparire quasi dal nulla, è stato pazzesco, è uno di quei momenti che un archeologo si augura di vivere almeno una volta nella vita. I ritratti di Giulio Cesare si contano sulle dita delle mani, da questo punto di vista è uno dei personaggi più problematici della storia romana. Trovarla, quindi, è stato straordinario."

Irene Cinti

 

Insieme al volto del dictator sono comparse anche altre tre teste: due maschili e barbute, raffiguranti verosimilmente Ercole, e una femminile con un velo.

La testa di Giulio Cesare scoperta nel sito

La testa di Cesare nello scavo

L'area archeologica

Una vista aerea del sito

La scoperta è avvenuta grazie alle rilevazioni fatte da droni che hanno permesso di ottenere un'analisi più approfondita dell'area, già studiata da oltre 10 anni.
Le fotografie aeree hanno mostrato una crescita d'erba "bizzarra" in un'area vicino all'antico teatro, dove sono state poi trovati i resti di sculture.
Le teste, scolpite in marmo, appartengono ad un periodo compreso tra l'età Augustea e la Giulio-Claudia. Sono ben conservate, ma necessitino di ulteriori indagini.

Il sito di Aquinum in sé comprende anche delle terme complete, una parete absidata di un tempio, e quel che resta del teatro; il tutto è collegato da una strada, uno dei vecchi cardi dell'antica città romana.

La squadra

Il gruppo di archeologi ad Aquincum era formato da Irene Cinti, Giacomo SigismondoNoemi valenteEleonora Tomasini, Giovanni Murro.
Giuseppe Ceraudo
dell'Università del Salento, al lavoro nell'area da ben dieci anni, era a capo del gruppo.

Foto dei protagonisti della scoperta

Irene Cinti

Irene Cinti, 28 anni, lavora presso il museo cittadino e ha studiato tra Milano e Ferrara, specializzandosi in preistoria. E' arrivata ad Aquinum  grazie all'invito di una compagna di studi di Cassino.
La giovane archeologa ricorda quanto siano importanti passione, pazienza e voglia di conoscere per poter intraprendere la sua affascinante professione.

"In quanto comasca, amante della mia città e della sua storia locale, spero che le scoperte come quella delle monete di via Diaz contribuiscano ad accendere la curiosità del pubblico. Un esempio: a Como abbiamo un museo bellissimo con reperti incredibili, ma purtroppo non è né conosciuto, né visitato a sufficienza. Speriamo che, eventi come quelli recenti, incentivino i comaschi a scoprire le proprie radici."

Fonti: da "La Provincia" di Como

Vuoi saperne di più?

Visita il blog del sito archeologico di Aquinum e segui la rassegna stampa del giovane team di ricercatori

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