Ecco com’era Ötzi, l’uomo preistorico “venuto dal ghiaccio”

01Mar

Ecco com’era Ötzi, l’uomo preistorico “venuto dal ghiaccio”

Dal primo marzo sarà possibile ammirare la ricostruzione dell’uomo del Similaun nella mostra “Ötzi 20: la mummia tra scienza, culto e mito“, al Museo Archeologico di Bolzano.

 

Nel ventesimo anniversario della sua scoperta, l’uomo del Similaun vissuto oltre 5.000 anni fa e morto sulle gelide alture della Val Senales cambia volto.

 

Ecco il volto dell’uomo preistorico che i visitatori di una mostra al Museo Archeologico di Bolzano potranno vedere dal primo marzo. Avreste mai pensato a Ötzi se aveste incontrato questo signore durante un’escursione sulle montagne dell’Alto Adige?
Ötzi aveva corporatura media, era snello, ma muscoloso. Il viso affilato, barba e capelli da montanaro, occhi castani e guance incavate. Potrebbe essere un pastore o un contadino che ha trascorso l’estate in montagna.
Dalla ricostruzione appare più vecchio e stanco di quanto ipotizzato fino a qualche tempo fa, e sembra malato.
Non immaginereste mai che quest’uomo riposi nel Museo Archeologico di Bolzano dal 1998. Eppure, colui che vedete in questa immagine è l’uomo dell’Età del Rame, mummificato in un lungo sonno glaciale, scoperto casualmente il 19 settembre 1991.

“Questa rappresentazione di Ötzi, fedele e toccante al tempo stesso, affascinerà ed emozionerà tutto il mondo”, dichiara con soddisfazione la direttrice del museo Angelika Fleckinger, “poiché dona un volto alla nostra storia, nel vero senso della parola”.

Gli artefici della ricostruzione del volto e del corpo di Otz, sono i gemelli olandesi Adrie e Alfons Kennis. Questi ultimi sono tra i maggiori specialisti in ricostruzioni paleontologiche. I due fratelli si sono basati su immagini radiografiche e tomografiche della mummia e sui più recenti dati scientifici,che hanno consentito loro di dare a Ötzi un aspetto diverso da quello ipotizzato finora, per esempio per il colore degli occhi.
Fondamentale per la ricostruzione una replica tridimensionale del cranio, realizzata sulla base dei dati delle ultime tomografie computerizzate.

“20 anni fa il ritrovamento di Ötzi ha emozionato l’umanità intera, con la sua morte misteriosa, le conoscenze uniche sulla sua vita e sul suo mondo”, dichiara Erwin Brunner, caporedattore di National Geographic Germania. “Adesso possiamo finalmente guardarlo negli occhi e constatare con stupore che è veramente uno di noi!”

( di Marina Conti )

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