Coprifuoco: come nasce il termine?

03Apr

Coprifuoco: come nasce il termine?

Di Enrico Colombo

Il termine coprifuoco è tornato pesantemente in questi ultimi tempi, a causa della pandemia da COVID-19.
Possiamo dire essa che sia un’espressione ormai desueta, che tendenzialmente associamo alla vita militare, a un golpe sudamericano e ai recenti contesti bellici del medio oriente.

Coprifuoco: esempi recenti

Per ritrovare l’ultima volta che nel nostro paese venne introdotto il coprifuoco, dobbiamo tornare agli anni quaranta del ‘900, durante la Seconda guerra mondiale.
A partire dal 26 luglio 1943, all’indomani della caduta di Benito Mussolini, il nuovo governo Badoglio impose in tutta Italia questa misura restrittiva della libertà.
I sudditi di ciò che restava dell’allora Regno d’Italia furono costretti a rimanere chiusi in casa dalle 21:00 della sera alle 05:00 del mattino successivo.
Prima della pandemia in corso, l’ultimo in Occidente costretto ad applicare il coprifuoco fu il governo degli Stati Uniti d’America.
Accadde nel 2008, durante il passaggio degli uragani Gustav ed Ike.
In quel caso, la restrizione avvenne solo per alcuni degli Stati dell’Unione:

  • Florida;
  • Alabama;
  • Louisiana;
  • Missisipi;
  • Arkansas.

Da dove arriva il coprifuoco?

L’origine del termine è senza dubbio medievale. Il coprifuoco indicava il costume diffuso di “coprire il fuoco”, ossia di controllare i focolari all’interno delle abitazioni.
Le città medievali (la città di Como non sfugge a questa regola), avevano edifici i cui materiali da costruzione indicavano anche il ceto sociale dei proprietari: la pietra era usata per le abitazioni dei nobili e delle classi borghesi, mentre il legno era l’elemento principale delle abitazioni della plebe.
Le case del volgo non erano solo semplici abitazioni, ma erano anche luoghi di lavoro: le cosiddette “case bottega”, che pertanto erano gli edifici prevalenti all’interno delle città.
Era fondamentale prevenire lo scoppio di incendi, che all’interno dei centri urbani potevano avere effetti devastanti.
Il coprifuoco aveva anche un risvolto secondario, più di natura politica che non di prevenzione incendi, in quanto aveva lo scopo di impedire gli assembramenti notturni di più persone intorno a un focolare.

Piazza San Fedele Como

Il primo coprifuoco

Il primo esperimento di utilizzo del coprifuoco a fini politici lo troviamo nell’Inghilterra del IX° secolo, quando il paese era diviso in più regni:

  • Wessex,
  • Sussex,
  • Essex,
  • Kent,
  • Anglia Orientale,
  • Mercia,
  • Northumbria.

La cosiddetta “Eptarchia Anglosassone”, che stava affrontando le invasioni dei Vichinghi.
Sotto il re del Wessex, Alfredo il Grande (849-899 d.C.), fu sperimentato per la prima volta il coprifuoco attraverso un’ordinanza limitativa per gli abitanti di Oxford, tenuti a ritirarsi nelle proprie abitazioni a una certa ora della sera.
Tuttavia, dobbiamo riconoscere che l’introduzione di norme restrittive alla libertà di circolazione e di assemblea dei sudditi risale a Gugliemo I “il Conquistatore” (1028-1087 d.C.), primo Re normanno d’Inghilterra.

Alfredo II il grande

La legge del Re

Il Duca di Normandia conquistò l’Inghilterra grazie alla decisiva vittoria nella Battaglia di Hastings, nell’anno 1066, dove sconfisse e uccise il re inglese Aroldo II.
Il neo re introdusse nel paese la lingua normanna, dialetto del francese antico, che si sarebbe gradualmente amalgamato con l’idioma anglosassone (“Old English”). La mescolanza tra le due lingue porterà alla nascita del Middle English, l’idioma usato da Geoffrey Chaucer per i suoi “Racconti di Canterbury”.
L’attuale parola inglese per coprifuoco è curfew e deriva dal medio inglese curfeu, a sua volta mutuato dal francese antico couvre-feu.
In origine il significato era letterale: a un dato segnale delle autorità (solitamente il rintocco di una campana), nelle abitazioni vi era l’obbligo di coprire i fuochi.
Come ci insegnano gli attuali conflitti in Medio Oriente o in Afghanistan, la conquista di una nazione non è frutto dell’esito di una singola battaglia o di una campagna militare, ma richiede un graduale consolidamento e affermazione del nuovo ordine. Nel 1066, dopo la vittoria sul campo di Hastings, Guglielmo il Conquistatore non poteva certo permettere ai suoi nuovi sudditi sassoni di organizzare  raduni e cospirazioni contro il suo potere nel cuore della notte.
Così il coprifuoco imposto dall’autorità regia scoccava tutte le sere alle 08:00 ed era finalizzato a tenere le persone lontane dalle strade e, di conseguenza, impedirne i raduni.
Il coprifuoco “guglielmino” restò in uso fino al 1103, quando il Re Enrico I (ca. 1068-1135 d.C.), abolì finalmente la curfew law. Era il coronamento della sua politica di integrazione tra sassoni e normanni, culminata con l’emanazione dello “Statuto delle libertà” nell’anno 1100.

Guglielmo Duca di Normandia Arazzo di Bayeux

Link e riferimenti:
  • Enciclopedia Treccani: http://www.treccani.it/vocabolario/coprifuoco
  • Cardini F.e Montesano M., Storia medievale, Firenze, Le Monnier Università, 2006.
  • Corbett W. J., L’evoluzione del ducato di Normandia e la conquista normanna dell’Inghilterra, cap. I, vol. VI (Declino dell’impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, Newton Compton Editori, 2017
  • Staffa G., L’incredibile storia del Medioevo
  • Schmalleger F. Crime and the Justice System in America: An Encyclopedia. Greenwood Publishing Group, 299

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