Coppelle preistoriche: antiche incisioni rupestri

19Giu

Coppelle preistoriche: antiche incisioni rupestri

di Alberto Pozzi

 

Nel corso delle nostre passeggiate montane sulle Alpi, molti di noi hanno forse avuto occasione di vedere delle piccole conche circolari.

Spesso queste coppelle sono scavate su rocce affioranti, o su massi erratici portati a valle dai ghiacciai che nell’ultimo milione di anni hanno scavato e ricoperto le nostre valli.

In alcuni casi, cartelli indicatori ne facilitano la “riscoperta”.

 

Origini delle coppelle e supposizioni

 

Si tratta di “coppelle” scavate nella viva roccia, in periodi diversi, da persone che hanno frequentato i nostri rilievi.

Forse erano pastori, che le hanno scolpite per facilitare o memorizzare il conteggio della loro mandria; o per deporvi del sale per le proprie capre, o addirittura per gioco e passatempo.
Nella grande maggioranza dei casi, si tratta di “segni” lasciati da uomini preistorici negli scorsi millenni.

Difficile è datarle con esattezza: gli specialisti ritengono che, almeno sulle nostre colline e sui nostri monti, possano essere state realizzate tra il terzo e il primo millennio prima dell’era cristiana, con motivazioni che sembrano rientrare nel campo della spiritualità e del sacro.

 

Alcuni esempi di incisioni

 

Le coppelle sono conche rotondeggianti, del diametro variabile dai 3 ai 10-12 centimetri, e profonde da due a 5-6 cm.

Spesso sono riunite in gruppi disordinati, ossia senza una apparente regola.

Nella grande maggioranza dei casi sono scavate su superfici orizzontali, forse per poter accogliere dei liquidi: acqua di pioggia, o di sorgente, o altri fluidi.

Spesso sono unite fra loro da canaletti, adatti a far defluire questi liquidi dall’una alle altre. Molte volte un breve canaletto ne unisce due, formando un disegno particolare che viene scherzosamente definito a “osso di Pluto”, o a “Pavesini”.

Può capitare che alcune decine di esse siano ravvicinate a formare due linee parallele.

Sui nostri rilievi, come sulla Spina Verde, possono essere associate a rare incisioni figurative (una ruota raggiata, simbolo del sole).

Possibili funzioni delle coppelle

 

Archeologi e preistorici hanno proposto diversi significati, che possono essere riuniti in due grandi categorie:

  • coppelle utilitaristiche;
  • coppelle rituali.

Le prime possono avere ricoperto funzioni specifiche: come, ad esempio, piccole macine per frantumare rocce coloranti.

Quando non si trovano motivazioni specifiche e utilitaristiche credibili, non resta che indagare nel mondo del sacro.

Sappiamo che l’uomo preistorico temeva la natura e le sue misteriose forze, giungendo così a concepire il concetto della divinità.

Le coppelle possono essere state incise per celebrare culti e avvicinare l’uomo alle potenze celesti.

Possibili sono anche motivazioni basate sui rapporti sociali di convivenza, come l’aspersione di giovani iniziati (ricordiamo il rito cristiano del battesimo), oppure per una offerta a uno spirito superiore, divinità o antenato, delegando l’incisione al sacerdote/sciamano.

 

Le Coppelle-lumino: rappresentazioni di stelle o segnali?

 

L’elenco può essere molto lungo. Da diversi decenni si discute se gruppi di coppelle possano rappresentare o meno delle costellazioni. Il cielo verrebbe ridisegnato alla superficie del suolo e ogni coppella, ad imitazione di una stella, diverrebbe un lumino quando riempita di grasso acceso con uno stoppino.

Questa idea della coppella-lumino poteva avere anche altre applicazioni. Sui nostri rilievi dell’Alto Lario, abbiamo trovato singole coppelle lungo sentieri che potevano essere percorsi obbligati per raggiungere località di culto.

Non sembra un caso che le maggiori concentrazioni di massi a coppelle si trovino in posizioni topograficamente importanti: l’orlo di un pianoro, un costone emergente o la sommità di un rilievo raggiungibile da posizioni diverse.

In queste località probabilmente si celebravano riti particolari.

Le coppelle singole, a lato del sentieri, avrebbero potuto rappresentare una segnaletica” per facilitare il raggiungimento della zona sacra.

Le tracce a Como e nelle vicinanze

 

Le coppelle sono presenti un po’ in tutto il mondo abitabile.

Da noi ne sono note (fin dalla fine dell’ ‘800), in Valle Intelvi, sulla Spina Verde, sul Monte Barro e intorno al laghetto di Piona.

Negli ultimi decenni, a seguito di dettagliate ricerche, ne sono state individuate numerose nell’Alto Lario occidentale (con oltre 300 rocce incise), sui rilievi sopra Porlezza e nel Triangolo Lariano.

 

Conclusioni

 

In conclusione molti antropologi ed archeologi sostengono che le coppelle rappresentino un importante segno lasciato sul territorio, per sacralizzarne il possesso, o per elevare il proprio spirito al cielo avvicinandolo alle sue forze superiori.

Probabilmente si tratta di una manifestazione culturale che il genere umano si è sempre portato con sé, nel corso delle proprie migrazioni fin dalle sue più antiche origini.

Le antiche origini dell’uso di coppelle

Basti pensare che sono state trovate sette coppelle sulla superficie inferiore di un lastra di pietra, che ricopriva una tomba di un giovanissimo uomo di Neanderthal, morto intorno a 55.000-60.000 anni fa.

Di grandissimo interesse è la recente scoperta (di cui però si attende conferma), della presenza di alcune coppelle su un’isoletta sudanese del mar Rosso e in due diversi siti indiani.

Tutte le ultime scoperte elencate sembrano risalenti al Paleolitico medio, ossia intorno a 250.000 anni fa.
Esse sarebbero quindi da attribuire ad una specie del genere Homo, che ha preceduto non solo noi, ma anche il nostro cugino Uomo di Neanderthal.

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