79 d.C.: La data della caduta di Pompei

28Gen

79 d.C.: La data della caduta di Pompei

Pompei: mistero sulla datazione.

La datazione esatta della distruzione di Pompei è una questione annosa. Non disponiamo più degli originali delle lettere di Plinio il Giovane, nostro illustre concittadino. Abbiamo solo delle trascrizioni di età medievale che, per quanto riguarda l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., riportano date differenti.

  • Nel Codex Laurentianus Mediceus (IX sec. d.C.), è riportata la frase nomun Kal. Septembres, quindi “nove giorni prima delle Calende di settembre”.  Data corrispondente al 24 agosto;
  • Kalendas Nov, ovvero 1 novembre;
  • III kal. Novembres; e cioè 3 giorni prima delle calende di novembre, quindi il 30 di ottobre;
  • nonum cal. […], ovvero 9 giorni alle calende di […] (probabilmente di novembre, perciò 24 ottobre).

Nel XVIII° secolo, il filologo napoletano Carlo Maria Rosini, oppose a Plinio il racconto di Cassio Dione (Vissuto tra II e III secolo d.C.). Rosini nel suo Dissertationis isagagicae ad Herculaensium voluminum explanationem (1797), prese per buona la notizia che l’eruzione fosse avvenuta nonum Kal. Decembres. Nove giorni prima le calende di dicembre, corrisponde al 23 novembre.
La data si accorda meglio ai rinvenimenti di frutti tipicamente autunnali (melagrane, castagne, fichi, uva), avvenuti negli scavi. Sono stati trovati anche bracieri e strumenti per riscaldare gli ambienti.

Incontro con l'arte

Affresco del larario della Casa del Centenario, a Pompei.
Bacco in forma di grappolo d’uva, che versa del vino al suo animale preferito, la pantera. In alto un festone con bende ed uccelli; in basso il serpente agatodemone. Il monte visibile è presumibilmente il Vesuvio come doveva apparire prima dell’eruzione del 79 d.C.. Il monte è caratterizzato da una sola cima, fittamente ricoperta di vegetazione, ai suoi piedi si riconoscono filari di viti.

Altre ricerche

Alla fine dell’ottocento, l’archeologo Michele Ruggiero, autore di Pompei e la regione sotterrata dal Vesuvio (1879), riprese l’argomento della datazione più autunnale. Ruggiero aggiunse ai precedenti esempi quello di alcune anfore per vino poste su soppalchi, e presso fonti di calore per accelerarne la fermentazione.

Umberto Pappalardo (Presentazione a: Enrico Renna, Vesuvius Mons. Aspetti del Vesuvio nel mondo antico fra filologia, archeologia, vulcanologia, 1992; L’eruzione pliniana del Vesuvio nel 79 d.C.: Ercolano , in C. Albore-Livadie – F. Widemann, Volcanology and Archaeology PACT n. 25, 1990) ha riproposto la questione a favore della datazione autunnale. Indizi importanti consistono in tracce di panneggi pesanti (quindi di lana), e un berretto di pelliccia ritrovato nei calchi delle vittime dell’eruzione. Anche i rinvenimenti di melagrane (frutto tipicamente autunnale), a Oplontis sarebbero importante indizio della reale datazione.

Nel 2006 Grete Stefani, direttrice degli scavi a Pompei, ha pubblicato una moneta argentea dell’Imperatore Tito. La moneta venne ritrovata nell’Insula Occidentalis e oggi è esposta all’Antiquarium di Pompei. Su di essa sono riportati riferimenti alla IX° potestà tribunizia, e alla XV° acclamazione imperiale di Tito. La moneta dunque va datata sicuramente a dopo l’8 settembre del 79 d.C.: è uno dei tanti ritrovamenti che rendono sempre più plausibile il 24 ottobre come giorno dell’eruzione.

Nel 2016, Alberto Angela in una sua opera di alta divulgazione (I tre giorni di Pompei: 23-25 ottobre 79 d.C. Ora per ora, la più grande tragedia dell’antichità, 2016), ha ripreso per buona la datazione più autunnale.

La prova risolutiva sulla distruzione di Pompei?

Infine, nello scorso ottobre, il direttore generale Massimo Osanna ha rinvenuto una labile scritta a carboncino su di una parete della Casa con Giardino a Pompei.
La scritta recita:

XVI [ante] K[alendas] Nov[embres] in[d]ulsit pro madumis esurit[ioni]

“Il 17 ottobre, egli indulse smodatamente al cibo”

Il carboncino non è un materiale che possa resistere a lungo su muro, è quindi molto probabile che la scritta sia stata realizzata esattamente in quel famoso mese di ottobre del 79 d.C..

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